Autosabotaggio ecco come ti impedisci di essere felice( in pratica) 5/5 (2)

La parola la dice lunga sul suo significato: autosabotaggio o auto-sabotaggio che dir si voglia. Vuol dire sabotarsi da soli: trovare argomenti per “non fare” una certa cosa, e dove gli argomenti non bastano ci sono le sensazioni e le emozioni.

P.s: Sabotarsi deriva dal Francese e in particolare dalla parola “sabot” che indica gli zoccoli. Quindi, riferito ad un uso degli stessi:”colpire con gli zoccoli” per bloccare o impedire a un sistema: macchinario, catena di montaggio o altro, di proseguire il suo ciclo. Si intende anche come “zeppa”: collegata agli zoccoli che hanno una zeppa ( suola ). Facile immaginare a cosa serve una zeppa: bloccare, frenare e impedire una azione.

Si, perché le emozioni che senti, sono espressione diretta di quello che inconsciamente pensi: come il dolore di una bucatura avvisa i tuoi sensi che quella cosa è dolorosa, si tratta del modo che la mente ha per farti capire qualcosa. Per mostrarti un pericolo ( presunto o reale), o per impedirti di compiere una azione, autosabotarti appunto.

auto sabotaggio

Cosa significa autosabotaggio nella vita di tutti i giorni?

Le emozioni e soprattutto, le sensazioni sono fondamentali. Se ci pensi, sono loro che si legano ad un pensiero o esperienza dandogli una connotazione. Questa connotazione, si affianca letteralmente al pensiero o ricordo di esso, relativo l’esperienza. E quando lo rievochi – lo riporti alla mente -, anche l’emozione torna fuori. Questo meccanismo, estremamente naturale, è in se un autosabotaggio.

Nella vita di sempre, quella pallosa e sempre uguale, ci autosabotiamo di continuo. Non preoccuparti, so cosa pensi: a te non accade! Vero? Tranquillo, diciamo tutti così, ma se inizi ad auto osservarti, ti accorgi delle vere e proprie scuse mentali che imbastisci per non fare le cose importanti, quelle buone, le sfide che possono portarti ad un livello di maggiore soddisfazione.

Come dice un vecchio adagio – talmente vecchio che non ricordo dove l’ho letto – : “Il tuo peggior nemico è in te stesso“. Bene inteso: non ci sono nemici, siamo noi che li vediamo ovunque, frutto della nostra maledetta/benedetta  divisione!

Benedetta perché sembra un “atto necessario” al poter sperimentare le esperienze, maledetta perché rende molte delle esperienze un inferno.

Il fatto di attuare un autosabotaggio non deve essere interpretato come “male” o “cattivo”. Si tratta di una reazione emotiva a qualcosa che viene letto e interpretato come pericolo.

Tutto nasce dentro di noi, contrariamente a come di istinto ci viene di pensare e di sapere: non esiste nulla fuori che non dipenda da come stiamo dentro. Sabotarsi è un freno, che si mette in funzione per impedire di uscire da una “zona sicura”. Oppure, semplicemente per paura, quindi si cerca di “evitare” tutto quello che “espone” a quella paura.

Esiste la mente cosciente, quella macchina “perfetta” a cui ci aggrappiamo per vivere, programmare e sapere. Ci identifichiamo con essa, e di conseguenza con tutto quello che pensiamo essere vero.

Ma perché sto parlando di autosabotaggio?

Semplicemente per metterti in guardia. Indifferentemente dal modo in cui vuoi migliorare te stesso, oppure anche semplicemente mettere in atto una tua decisione o progetto l ’autosabotaggio è in agguato.

Infatti, nel mio audio corso “Io Ci Sono” è la prima cosa che insegno: come riuscire ad aggirare l ’autosabotaggio primario.

Il primo grande sabotaggio che le tue credenze e convinzioni, attraverso il tuo ego mettono in scena è: Io non posso cambiare!

Cambiare “archetipamente parlando” significa morire. Il tuo Ego ( i tuoi ego per meglio dire) non vogliono uscire dalla zona di confort, farlo significa esporsi e fare cose di cui non abbiamo certezza e di cui non siamo pronti.

Ma sai benissimo che spesso cambiare significa fare un piccolo salto nel buio, parlando in termini di logica ovviamente. In termini di crescita individuale non esistono salti nel buio ma solo esperienze.

Come ci si accorge di auto sabotarsi?

Si tratta di osservarsi, ma già leggendo questo breve post che parla di autosabotaggio puoi iniziare a considerare che in molte occasioni lo hai fatto.

Considera dunque la possibilità di prestare attenzione a pensieri, emozioni, immagini, da ora in poi comincia a osservarti, osserva quello che vedi e senti sforzandoti di no elaborarlo con i pensieri.

Quando decidi di fare qualcosa, anche la cosa più semplice, cerca di osservare cosa pensi e cosa senti quando torni indietro sul tuo proposito.

Legato all’auto sabotaggio e il fatto di procrastinare le cose da fare, ma auto sabotarsi non si limita a questo, spesso si può manifestare un senso di tristezza, di malinconia, strano se pensi che una nuova cosa o progetto dovrebbe eccitarti.

Il fatto cruciale è che,  in seguito ci immedesimiamo in queste sensazione – diventiamo questa sensazione –  e cominciamo a dargli una spiegazione logica: “forse non è il momento, tanto non servirà, non mi sento bene lo farò in seguito”, e chi più ne a più ne metta.

P.s: osserva che le obiezioni avranno quasi sempre come soggetto:

  • Non posso
  • Oppure: “Non ho”
  • Altrimenti:”Non so”
  • Inevitabilmente:”Non devo”

Quindi come prima cosa è importante diventare osservatori attenti di noi stessi, e identificare il malefico: l ‘autosabotaggio che si fa avanti.

Come non permettere all’ autosabotaggio di rovinarci la vita?

Il mio suggerimento è solamente uno, ma penso che valga molto più di mille tecniche e protocolli.

Chiediti: ” Quale proposito positivo c’è dietro al non fare ( cosa da fare ).

Domandati anche: ” Cosa accade di positivo per me se non faccio ( cosa da fare ).

Inoltre: siediti tranquillo o tranquilla, respira e rifletti su questa domanda: ” Di cosa posso diventare consapevole? Cosa c’è sotto ( emozione o pensiero dell’auto sabotaggio).

Permetti a te stesso di vedere cosa c’è dietro il “trattenersi” dall’esprimere la tua vita, è importante.

Come vedere il da farsi?

Cosa succede, come “vedo” ciò che devo vedere? La risposta arriva da sola, non cercare di “capirla” finché stai nella mente vivi delle sue regole. Tu puoi compiere azioni divergenti a quello che pensi, e questo è “fare”.

Ma se costruisci con la mente scenari futuri: alcune visualizzazioni proposte eroneamente, rimani nella mente credendo di uscirne. Le emozioni /sensazioni fisiche sono la porta per l’inconscio, lavorando su esse evolvi.

Pensaci: l’inconscio somatizza ciò che non va tramite il corpo. Perché lo fa? Per notificare alla coscienza ordinaria che esiste un problema, per cosa altrimenti?

Se usi i canali naturali ( quelli che la mente inconscia usa) per cambiare tutto avviene prima e meglio.

Osserva i pensieri e contemporaneamente le tensioni fisiche, dove senti questo blocco? In che posto nel corpo? È importante imparare a capire dove si manifesta il blocco.

Tutto questo per comprendere: il freno che non ti permette di “fare” le cose che desideri è qualcosa di insensato. Il futuro non è dato conoscerlo, lo realizzi ora, nell’adesso, questo è il potere che possiedi.

Diventare consapevole dell’esistenza dell’autosabotaggio, vederlo e indagarlo con domande specifiche è un primo passo fondamentale.

Se vuoi approfondire puoi scaricare il mio corso da questa pagina, mi permetto di proporlo perché vedo ( dai feedback )che è molto utile ed ha un costo più che abbordabile.

Nel corso parlo di presenza, giudizio, perdono, sabotaggi e come iniziare a capire quali sono i passi fondamentali, da dove cominciare, senza filosofia ma in pratica 👍

L’ultima cosa che vorrei tu considerassi è che, la mente cambia nel momento in cui gli insegni realmente e materialmente  che puoi farlo, solo ‘facendo” inizi il ciclo del cambiamento: le chiacchiere e le tecniche “medita aspetta e poi cambi” non funzionano a breve, spesso affatto.

 

Con amicizia Andrea ❤️

 

 

 

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