Relazioni Tossiche

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Una relazione fa parte della vita di una persona, dovrebbe completarla e renderla felice. Invece molto spesso non è così: ci sono relazioni in cui non si è felici e non c’è stimolo di crescita, stiamo parlando delle relazioni tossiche.

Di seguito andremo ad affrontare l’argomento:

  1. Cos’è una relazione tossica?
  2. Come la riconosco?
  3. Come ne esco?

Affronteremo inoltre il tema della dipendenza affettiva.

Cosa significa relazione tossica?

Per “relazione tossica” s’intende un legame in cui gli individui non si sostengono, dove uno cerca di indebolire e sottomettere l’altro, dove non c’è rispetto e ci sono invece costanti conflitti.

Questa è la sintesi della spiegazione del termine data da Lillian Glass, esperta californiana di comunicazione e di psicologia, che ha usato l’espressione nel suo libro del 1995, Toxic People. Il rapporto difficoltà/gioia è sbilanciato, riferisce, infatti i momenti di malessere superano quelli della gioia.

una donna si dispera con il suo compagno vicino preda di una relazione tossica

 

La dottoressa Kristen Fuller, medico californiano e specializzata in salute mentale, sostiene inoltre che tali relazioni sono dannose sia sul piano mentale che su quello fisico.

Secondo la dottoressa Fuller è generalmente uno dei partner a danneggiare l’altro, consapevolmente o no, e lo fa perché ha subito a sua volta atteggiamenti simili. In alcuni casi il soggetto viene da una famiglia tossica oppure ha subito bullismo o soffre di una malattia mentale non diagnosticata.

Come si finisce in una relazione: tossica?

Il punto è: perché si finisce in una relazione tossica? All’inizio è generalmente amore, ci si innamora di quella persona, per poi scoprire con il tempo che non era ciò che ci si aspettava.

Quando ci si rende conto cosa non fa scattare il meccanismo di fuga? Questa è una domanda non facile, sono diversi i motivi per cui ci si resta dentro: bassa autostima, paura di restare soli, depressione etc. E’ frequente che chi si trova coinvolto in un rapporto sentimentale tossico, abbia già avuto esperienze di questo tipo, in famiglia soprattutto, delle volte si tratta di persone facilmente manipolabili o persone che hanno necessità di sentirsi accettate a qualunque prezzo.

Spesso si incontro una persona tossica in un momento in cui si è vulnerabili, ci si lascia affascinare ma poi viene a galla la verità.

 

Quanti tipi di relazione tossica esistono?

Vediamo di inquadrare alcune delle tipologie più frequenti:

  1. Relazione sado-mascochistica

La persona masochistica tende a sceglier partner sadici, molto spesso deriva da traumi che la persona ha subito nell’infanzia che hanno poi contribuito a creare una personalità autodistruttiva.

Emmanuel Hammer, psicologo americano, dichiara “Il masochista nella sua infanzia ha imparato che la sofferenza è il prezzo da pagare per la relazione”.

 

  1. Dipendenza affettiva

In questo caso abbiamo persone che devono avere a tutti i costi qualcuno accanto. Investono tutte le proprie risorse in una relazione, si isolano, sono dipendenti dal partner, sono ansiosi ed hanno il terrore di essere abbandonati. Generalmente si legano a partner narcisisti che li usano per alimentare la propria autostima. Questo è uno degli argomenti che andremo ad approfondire.

 

  1. Partner dominanti

Cercano di dominarsi e prevaricarsi a vicenda. Non stanno insieme perché sono felici e perché la relazione è fonte di gioia. Le manifestazioni di rabbia sono frequenti, ci sono conflitti continui il cui scopo è incolpare l’altro.

 

  1. Relazioni con persone sposate

Anche in questo caso di parla di relazione tossica. Ci si innamora di un partner che non è disponibile, che non vuole investire tempo ed energie nella relazione perché ne ha già una. Di contro però la persona sposata può sfogare rabbia e frustrazione con la persona che si innamora di lui/lei.

 

Come riconoscere una relazione tossica?

Lillian Glass riassume in modo molto semplice: “l’infelicità persistente” questo è il primo ed il più forte indizio. Se una relazione non ti rende felice c’è qualcosa che non va. Quando una relazione ci fa sentire costantemente arrabbiati, ansiosi, tristi,o rassegnati, molto probabilmente è tossica.

Kristen Fuller afferma che occorre tenere d’occhio anche cambiamenti negativi nella salute mentale, nella personalità o nell’autostima del partner.

Quando si può dire che si è superato il limite? “Quando non si ha più il proprio sé individuale e si offre tutto al partner” ci dice la Fuller.

 

Sono in una relazione tossica? Come lo capisco?

Vediamo un elenco di elementi che possono guidarci:

  • rapporto felicità/tristezza, questo rapporto mi rende più felice o più triste?
  • tendenza a sminuire l’altro, sono io a farlo o subisco?
  • aggressività, che può essere verbale o fisica. ATTENZIONE: questo è un grave campanello di allarme
  • manipolazione, il partner mi fa sentire spesso in colpa?
  • inaffidabilità, vengo trattata come una persona non affidabile?
  • gelosia e possessività, il partner tossico è generalmente sleale ed infedele e attua questi comportamenti
  • controllo, il partner controlla sempre ciò che faccio? Mi impedisce di avere relazioni sociali e di vedere la mia famiglia?

 

Sarebbe utile aggiungere anche queste domande:

– Quando sono con il partner la mia autostima migliora o peggiora?

– Sentirsi più sicura o insicura?

– Essere costantemente criticato dal partner?

– Mi sento spesso sminuito o colpevolizzato?

Queste domande in realtà le potete applicare anche alle relazioni con amici e parenti, per scoprire se state vivendo relazioni tossiche aldilà del partner.

 

Quali sono i campanelli d’allarme da non ignorare?

Uno l’abbiamo già citato: l’aggressività, fisica o verbale, è il primo elemento che deve indurci a fuggire (e a denunciare). Ci assocerei anche una costante mancanza di rispetto da parte del partner.

 

Osserviamo il nostro livello di stress: siamo sempre in ansia, sempre tristi e apatici?

Da osservare anche i seguenti sintomi psicosomatici:

  • insonnia
  • inappetenza o aumento dell’appetito
  • irritabilità
  • tristezza cronica
  • perdita frequente di memoria
  • facilità al pianto

 

Altro punto da osservare: la litigiosità. Si litiga molto? Per cosa? Quando si litiga ci si ascolta o si cerca di sminuire e colpevolizzare?

 

Bisogna anche prestare attenzione allo scambio del ruolo: il partner che si prende cura dell’altro che è bisogno, può ritrovarsi nel ruolo di vittima perché l’altro se ne approfitta.

 

L’ansia è un altro indicatore importante. Quanto siamo ansiosi in presenza dell’altro? Aumenta la sudorazione, i battiti accelerano? Ci mette ansia ciò che dice e che fa?

 

Calo dell’autostima: altro punto chiave. Ci sentiamo svalutati? Sminuiti? Ci sentiamo dipendenti? Anche sentirsi indegni è un segno evidente che c’è qualcosa che non gira per il verso giusto.

 

Inoltre il rapporto dare/ricevere deve essere equilibrato. Se in una relazione si da sempre e non si riceve nulla ecco che possiamo essere in presenza di una relazione sentimentale tossica.

 

Anche rabbia e frustrazione costanti possono indicare che qualcosa non va.

 

Gli altri punti chiave sono:

  • il partner è geloso, mi controlla costantemente ed è possessivo
  • il compagno/a mi giudica, mi critica sovente e dice di me che sono inaffidabile
  • l’altro considera la vostra famiglia e i rapporti con essa come un obbligo
  • Mi obbliga a scegliere fra lui e le mie amicizie o i miei interessi
  • Quando lei  non ammette mai i suoi errori
  • Qualora mi fa pesare i suoi fallimenti, i suoi errori e le sue brutte giornate
  • Accade che approfittata della mia vulnerabilità/depressione/condizione problematica mentale

 

 

Che rapporto c’è fra dipendenza affettiva e relazione tossica?

Quando una relazione è tossica è possibile che di mezzo ci sia la dipendenza affettiva.

In questo caso bisogna fare un lavoro profondo su se stessi, meglio se con con un terapeuta.

Iniziamo con il porci delle domande:

– riesco a fare a meno dell’altra persona?

– sono sottomesso/a al partner?

– mi sento umiliato, offeso e sminuito ma non riesco a lasciarlo?

– non riesco a prendere decisioni senza l’altra persona?

– vivo in ansia e mi sento indifeso senza il partner?

Se le risposte sono positive è possibile che si sia in presenza di dipendenza affettiva, in questo caso è più facile esser soggetti a relazioni sentimentali tossiche.

La persona dipendente affettivamente è più propensa a cedere il ruolo della dominazione al partner, mentre invece il livello del potere dovrebbe essere equo.

In questo caso il soggetto dipendente delega quote importanti del proprio benessere e del proprio equilibrio personale all’altro e difficilmente riesce ad uscire dal circolo vizioso senza un aiuto professionale.

Se si è affettivamente dipendenti è il caso di affrontare un percorso psicologico, sono anche utili le terapie di gruppo, perché si tratta di una condizione molto diffusa.

Relazione tossica con narcisista: cos’è e come la si identifica

Questo è un modello molto classico sopra citato: il narcisista trova una persona più debole, un dipendente affettivo, la affascina ed inizia una relazione tossica con lei.

 

Il narcisista lo riconosci subito: è carismatico, affascinante, sembra volerti mettere sul piedistallo. Invece le magagne vengono presto a galla: sul piedistallo c’è lui, è invidioso dei tuoi successi, mette se stesso al primo posto, sempre, e ti fa sentire una nullità.

 

La coach americana Kim Saeed ha delineato dei punti ben precisi per riconoscere se si è vittime di un partner narcisistico:

  • ti senti spesso sola, è vero siete in coppia ma non senti un vero legame che vi unisce, quello che senti costantemente è solitudine
  • non ti senti al suo livello, ti senti invece svalutata e sminuita
  • la vostra relazione ti causa claustrofobia, ti senti incastrata ed incapace di scappare
  • stai iniziando a rinunciare ai tuoi valori, ad accettare compromessi, cosa che non hai fatto nelle precedenti relazioni
  • ti offende continuamente, ti manca di rispetto e ti senti devastata nell’autostima
  • le liti ti stressano in continuazione
  • hai sviluppato pensieri ossessivi (DOC)

 

Ma mentre tu ti senti così, devi sapere che il partner narcisista si comporta così perché è ancora insicuro ed angosciato dai suoi fallimenti di quanto non lo sia tu. State affrontando entrambi la cosa in modo sbagliato: lui cercando di sminuirti e dominarti e tu invece dovresti liberarti da questa relazione perché è tossica.

 

Come chiudere una relazione tossica?

Anche qui il lavoro principale che si deve fare è su stessi. Non cercare di cambiare l’altro, non trasformarsi in crocerossine, non serve a nulla.

L’unica persona su cui si ha facoltà di cambiamento è se stessi.

 

Primo step: riconoscere il problema. C’è ed è inutile negarlo.

 

Sicuramente il secondo passo è parlare con qualcuno, una persona che ci dia un parere oggettivo su ciò che vede. In secondo luogo è bene chiedere il parere di un terapeuta. E’ anche possibile che la “persona tossica” accetti di fare delle sedute di coppia, perché magari vuole davvero migliorare, ma voi concentratevi soprattutto su voi stessi.

 

Terzo step, paure da affrontare: stare da soli o essere rifiutati. Per affrontarla dovete mettervi in gioco: fare sport, frequentare persone, avere hobby. Più la vostra è piena e meno soli vi sentirete.

 

Quarto step: rinunciare alla sofferenza ed al dolore, passo importante per chi ha una personalità autodistruttiva. Si è appreso da piccoli che il prezzo da pagare per l’affetto è la sofferenza: sbagliato. E’ ora di rompere questo circolo vizioso (con un terapeuta).

 

Quinto step: riscoprire se stessi. Ognuno di noi ha sogni, progetti ambizioni ed ognuno ha qualità e punti forti su cui giocare. E’ il momento di farlo. Può essere utile tenere un diario dei successi, dei nostri punti di forza e dei nostri progetti.

 

3 cose da fare per sentirsi meglio in tempo reale:

  1. fare yoga e meditazione, ci permettono di analizzarci introspettivamente e capire cosa non va
  2. fare sport, non sottovalutate mai quanto sia importante sfogarsi fisicamente, aiuta a liberare ansia, rabbia e stress
  3. telefonare a quella persona che vi ha sempre detto “stai vivendo una relazione tossica” e con cui avete sempre negato. E’ il momento di dirle “sto vivendo una relazione tossica, mi aiuti a trovare un terapeuta?”

 

Quando finisce una relazione tossica ci si può sentire male, si deve andare in terapia, ma ci si rende subito conto quando ci si sente meglio:

  • i sintomi psicofisici sono guariti
  • ci si sente liberi
  • non si ripensa più alla situazione tossica
  • si è felici (anche da soli)
  • non si pensa più all’altro

 

Valutate con un terapeuta la possibilità di fare esercizi contro rabbia e sensi di colpa che possono emergere in fase post-tossica.

Non vendicatevi, non siete più vittime, vivete la vostra vita felicemente perché ve lo meritate!

Andrea Mikaudios

Andrea Mikaudios

La mia passione è la crescita e la trasformazione umana, intesa come acquisizione di metodi e strategie per ottimizzare le competenze e le capacità. Credo che i limiti, la maggior parte almeno, sono volontari e mentali, quindi trasformabili.

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