Inner game

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Inner game: cos’è e come funziona

Avete mai sentito parlare di “Inner game”? Se siete amanti dello sviluppo personale e del coaching moderno, è una tecnica che dovreste conoscere e padroneggiare.

L’inventore del concetto di “Gioco interiore” è Tim Gallwey che lo elaborò oltre 45 anni fa.

E’ una teoria che apparentemente sembra molto facile, in realtà può essere complicata da applicare e richiede impegno e studio.

Di seguito vedremo in cosa consiste l’inner game e come è possibile applicarla.

 

Chi è Tim Gallwey?

Prima di parlare del “Gioco interiore” o inner game conosciamo meglio l’autore.

  1. Timothy Gallwey è nato a San Francisco nel 1938. Ha frequentato la Harvard Business School dove si è laureato in Letteratura Inglese.

Ha elaborato la teoria dell’Inner game basandosi sulla sua esperienza come allenatore di tennis.

Nel 1968 allenò infatti la squadra di tennis dell’Università di Harvard.

Nel 1971 come istruttore di tennis in California e fu forse quello il momento in cui si rese conto che il gioco del tennis poteva essere considerato una metafora del gioco interiore che si svolge in ognuno di noi.

Da tutto ciò nacque il primo libro “The Inner Game of Tennis”, pubblicato nel 1974 e che ha venduto oltre due milioni di copie. Seguirono poi: The Inner Game of Golf, The Inner Game of Music, The Inner Game of Stress e The Inner Game of Work.

Gallwey si rese conto che il metodo poteva essere applicato non solo allo sport ma anche in altri ambiti, aziendale soprattutto, ed è diventato un punto di riferimento per aziende come Coca Cola, Apple, Rolls Royce e molte altre aziende di fama internazionale.

Tutto questo percorso sfocia infine nel settore del Life Coaching.

Nel Gennaio 2020 è stata fondata la The Inner Game School, fondata da Tim Gallwey e da Renato Ricci, per insegnare le strategie dello sviluppo dell’Inner Game.

 

Che cos’è l’Inner game?

Magari siete appassionati, come me, di self coaching ma non ne avete ancora sentito parlare.

Tim Gallwen ha sviluppato e spiegato, attraverso corsi e libri, la sua teoria del Self one e Self two.

“L’avversario che ciascuno ha nella sua testa è più forte di quello che sta dal lato opposto della rete” e questo avversario altro non è che il Self one, ovvero un’interferenza alle prestazioni personali.

Gallwen ha osservato come ogni giocatore, in campo, ha un dialogo interiore in cui emergono giudizi, paura di fallire, consigli e valutazioni. Ne consegue che le performance sul campo sono minate dal dialogo interno e quindi da interferenze sabotanti.

 

Il tutto è riassunto in una formula:

P = p – i, vale a dire Performance = potenziale – interferenze

 

Il dialogo interiore avviene fra Self one e Self two: il Sé 1 risulta ostacolante perché critica ed enfatizza le paure mentre il Sé 2 è  il sé stesso operativo che è capace di far tutto senza interferenze.

 

In soldoni, vi faccio un esempio. Avete in mente un progetto, un obiettivo ma una vocina dentro di voi inizia a mettervi dei dubbi: “forse non sarai all’altezza” o “sicuramente succederà la tal cosa che ti rallenterà o ti impedirà di raggiungere l’obiettivo” o ancora “in effetti non ho tutte le competenze giuste” e potrei continuare all’infinito. Questo è il Self one che parla e noi, Self two, iniziamo a nutrire dubbi, a non esser concentrati e quindi a non dare il massimo.

 

 

Quali sono gli obiettivi dell’Inner game e come si raggiungono?

Il percorso che porta alla comprensione del “gioco interiore” si prefigge questi obiettivi:

  • diventare consapevoli dell’esistenza del dialogo interiore
  • concentrarsi sul momento e sull’azione
  • gestire il dialogo e incanalarlo in modo da ottimizzare le prestazioni
  • comprendere le limitazioni e gli ostacoli auto imposti
  • eludere gli schemi mentali non funzionali
  • creare un ambiente interno di crescita consapevole e di apprendimento

 

Come avviene tutto ciò?

Ci sono vari step:

1 – rafforzare se stessi, migliorare l’autostima

2 – esporsi a sfide di livello crescente

3 – intraprendere un percorso di cambiamento coerente con se stessi

 

La chiave di tutto è comprendere il meccanismo della partita interiore (Inner Game) che si svolge in ciascuno di noi.

Cerchiamo di chiarire meglio il meccanismo di Self one e Self two usando le parole di Tim: “Ho chiamato la voce che dà i comandi ed emette giudizi Sé 1, mentre quello a cui sta parlando il Sé 1 l’ho chiamato Sé 2. Qual è la loro relazione? Sé 1 è quello che “sa tutto” e che non si fida affatto del Sé 2, quello che agisce. Il Sé 1 tenta di controllare il comportamento del Sé 2, usando metodi che ha imparato dai suoi insegnanti nel mondo fuori. La sfiducia derivante dal contesto giudicante è, così, interiorizzata dal Sé 1”.

Ma chi è allora il Sé 2? Tim lo definisce così: “Il Sé 2 è l’essere umano in sé. Incarna tutto il potenziale innato che abbiamo quando nasciamo, incluse tutte le capacità che abbiamo sviluppato e quelle non ancora realizzate. Incarna anche la nostra innata abilità di imparare e far crescere ognuna di queste innate capacità. E’ il Sé che tutti abbiamo sperimentato quando eravamo bambini”.

 

Trucchi e segreti per applicare l’Inner game

 

Tutto inizia e finisce con noi stessi. Svolgere un lavoro sulla propria personalità è il segreto per uscire vincitori dal gioco interiore.

Vediamo come attraverso 5 step.

 

Step n.1 – L’autostima

Rafforzare l’autostima è fondamentale per poter essere vincitori. Se crediamo fermamente nelle nostre capacità, il dialogo interiore non può smuoverci e sottraiamo argomenti al Sé 1.

 

Ste n.2 – La risposta

Dobbiamo esser capaci di reagire a critiche e richieste, per quanto possano esser pressanti. E’ fondamentale, se ci arrendiamo subito, se non abbiamo solide fondamenta cediamo ai peggiori critici che possano esistere: noi stessi.

 

Step n.3 – Feedback

Dobbiamo essere in grado di dare a noi stessi dei feedback positivi, apprezzarci e rimandare agli altri un’immagine positiva e vincente di noi stessi.

 

Step n.4 – Problem solving

Abbiamo parlato in precedenza di life skills, ovvero quelle capacità e competenze che ci aiutano a superare i problemi e gli ostacoli. In particolare occorre affinare il problem solving, la capacità di trovare soluzioni, di affrontare i problemi e risolvere i conflitti.

 

Step n.5 – Superare il passato

Dobbiamo lasciarci alle spalle le esperienze negative passate. Dobbiamo superare i pregiudizi verso noi stessi, imparare a controllare l’ansia. Magari abbiamo avuto un’educazione molto rigida, dei genitori esigenti e siamo stati molto criticati: è il momento di superare tutto questo.

 

In conclusione occorre percepire l’Inner Game come un pezzo importante nel puzzle del miglioramento personale, padroneggiare questa tecnica è una marcia in più per riuscire nella vita e nei nostri obiettivi

 

Andrea Mikaudios

Andrea Mikaudios

La mia passione è la crescita e la trasformazione umana, intesa come acquisizione di metodi e strategie per ottimizzare le competenze e le capacità. Credo che i limiti, la maggior parte almeno, sono volontari e mentali, quindi trasformabili.

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