La tachicardia è un sintomo fisico che coinvolge il cuore: non va sottovalutato, ed è buona norma interpellare un professionista in campo medico, ma ecco alcune informazioni utili per te

Tabella dei Contenuti

tachicardia e ansia

Tachicardia: sguardo d’insieme

Introduzione

Sia chiaro che, la prima cosa da fare nel caso in cui si avverte la tachicardia è chiamare un medico competente, non è bene scherzare con la salute. Ma ecco una serie di informazioni che possono essere utili.

Il cuore è un organo particolarmente sensibile in termini di stabilità e basta una piccola variazione per creare un disturbo che avrà ripercussioni su tutto l’organismo. Svolgendo la funzione di regolazione e circolazione del sangue, grazie al battito cardiaco ogni funzione procede in modo naturale e ordinato. Il problema si verifica nel momento in cui si manifesta un’aritmia, ovvero il ritmo standard viene a manca e può diventare più lento-brachicardia- o più veloce, e in quest’ultimo caso si tratta di tachicardia.

Cause fisiche e psicologiche

La tachicardia è dunque un disturbo che interessa il battito cardiaco e può avere luogo a seguito di particolari condizioni di salute o fattori ambientali. Bisogna infatti operare una importante distinzione tra le cause di origine fisica e quelle di origine psicologica, entrambe egualmente incisive quando si tratta di tachicardia. Sebbene vi siano infatti individui che manifestano già delle caratteristiche fisiche particolari, come malfunzionamenti congeniti o deformazioni a livello cardiaco, ci sono anche persone che subiscono un’accelerazione cardiaca a seguito di particolari situazioni emotive e psicologiche complesse, pertanto non bisogna mai tralasciare alcun elemento quando si tratta di appurare l’origine della tachicardia.

Soggetti a rischio

Esistono dunque persone che possono essere più suscettibili di altre di fronte al rischio della tachicardia, e manifestare sintomi con più frequenza. A seconda del tipo di persona, dell’età e della personalità ci possono essere più casistiche da prendere in considerazione:

-ansiosi ed emotivi: questi soggetti sono più esposti alla tachicardia non tanto per ragiuoni fisiche quanto per una maggiore risposta in termini di emozione e di emotività. Chi soffre più frequentemente di ansia, panico, stress, pressione psicologica o qualsiasi altro turbamento che ha sede nella mente può manifestare anche sul piano psicosomatico questo peso, arrivando ad avere battiti cardiaci più veloci, palpitazioni e, più generalmente, tachicardia vera e propria.

-predisposti fisicamente: come accennato poche righe sopra, c’è chi nasce con delle particolari conformazioni cardiache che rendono difficile il regolare svolgimento delle funzioni del cuore e può essere più incline a problemi cardiaci legati al battito. Oltre a questi, tutti coloro che hanno già affrontato patologie legate all’ambito cardiaco (infarti, aritmie, palpitazioni) sono potenziali vittime della tachicardia.

-donne: malgrado molti non lo sappiano, le donne sono soggetti con un potenziale ad alto rischio di tachicardia. Il fatto che vi sia un’attività ormonale più attiva e sentita nell’organismo femminile aumenta infatti il rischio di palpitazioni e dunque di manifestare la tachicardia. In situazioni in cui l’equilibrio ormonale è più a rischio, come durante la gravidanza o il ciclo mestruale, le probabilità si fanno alte, specie se si accompagnano a sintomi di stress.

-“Sregolati”: chi trascura le proprie abitudini alimentari( ad esempio esagerando con oli vegetali, fritti e grassi saturi), chi assume troppe bevande alcoliche, droghe e altre sostanze simili molto probabilmente è ad un passo da problemi di tachicardia. E’ sufficiente mantenere un ritmo di vita più sano e regolare, limitare l’uso delle sostanze eccitanti-come la caffeina, e con un minimo di sport il pericolo è lontano.

Parere medico

Quando le palpitazioni o comunque i sintomi più comuni della tachicardia si manifestano è opportuno ricorrere al consulto medico. Se si soffre di improvvise vertigini, stati di confusione, sudorazione fredda frequente e senso di spossatezza-oltre che aritmie- è bene consultare il medico il prima possibile. Attraverso un colloquio mirato, il vostro medico cercherà di trarre tutte le informazioni necessarie per tracciare il caso specifico e sapere già qual è stato l’elemento scatenante, perciò è bene prepararsi eventualmente una lista di tutti i fattori che potrebbero esserci dietro, ma soprattutto è bene non tralasciare nulla durante il colloquio e l’anamnesi. Ogni dettaglio può risultare significativo. Ovviamente vi verrà eseguita anche una visita medica per auscultare il cuore e cercare di capire se vi sono ragioni legate prettamente al cuore e alla sfera fisica.

Strumenti di diagnosi

Normalmente quando si ritiene opportuno il consulto di un cardiologo viene eseguito l’elettrocardiogramma, o ECG che si occupa dell’attività elettrica del cuore e dunque traccia una mappa delle eventuali anomalie presenti. Nel caso ritenesse opportuno appura in maniera più approfondita la natura della tachicardia oppure osservare maggiormente la situazione potrebbe anche svolgere altri esami come l’elettrocardiogramma dinamico o l’ecocardiografia.

Nel caso dell’elettrocardiogramma dinamico, l’azione dell’esame prende in considerazione solo pochi secondi dell’attività cardiaca,per capire se vi sono problemi momentanei o più puntuali. Parlando invece dell’ecogradiografia,è possibile riuscire ad avere un’immagine nitida della struttura cardiaca, riuscendo così a mettere in evidenza particolari anomalie fisiche o malfunzionamenti delle valvole e delle altre parti del cuore. In ultimo, il cardiologo potrebbe ritenere necessaria un test fisico, una semplice prova tenendo il corpo sotto sforzo così da vedere come reagisce il cuore di fronte alla fatica e allo stress fisico per raccogliere più informazioni.

Conclusione

Una volta conclusi tutti gli esami, i test e gli accertamenti, sarà poi dunque definita una diagnosi conclusiva ed esauriente. Questo consentirà al cardiologo di decidere che tipo di trattamento o di cura eseguire, sempre in linea con il caso specifico del paziente. Non c’è motivo di agitarsi dunque, né di essere particolarmente nervosi a riguardo. La tachicardia è una patologia curabile in molti casi, perciò prima di lasciarsi scoraggiare è bene eseguire tutte le visite e gli esami, per essere più tranquilli e più sicuri.

Tachicardia e ansia

Quando si parla dei disturbi più comuni, quelli che possono colpire una buona parte della popolazione e dunque sono molto diffusi, altrettanto diffusa è anche la disinformazione. La tachicardia e l’ansia infatti spesso vengono confuse, spesso vengono denominati erroneamente e questo si traduce in una cattiva lettura dei sintomi, oltre che un’errata concezione del problema quando si verifica in noi stessi. E’ bene dunque operare alcune differenze necessarie e cercare di capire, partendo dalla radice, di cosa si parla.

Ansia: che cos’è?

L’ansia è uno stato che si verifica a livello mentale e psicologico a seguito di un ritmo di vita particolarmente frenetico, paura per determinati fattori sociali e ambientali, oppure causato da tensione accumulata e che non è stata opportunamente affrontata. L’ansia rappresenta un disturbo molto comune e spesso può verificarsi a intervalli regolare, tanto da essere chiamata in questo caso “attacco d’ansia”. Questi attacchi infatti colpiscono la persona quando il livello di pressione psicologica registrato non è più tollerabile e il corpo comincia ad avvertire una serie di sintomi fisici e mentali. Paura, panico, desiderio di fuggire, sono i più comuni. A livello fisico invece possono avvenire nausea, vomito, febbre, e spesso anche uno scompenso nel battito cardiaco, che accelera improvvisamente. In questo caso si parla di tachicardia.

Causa e conseguenza

L’ansia quindi è più precisamente lo status precedente, quello che innesca la tachicardia. Questo non significa che ogni soggetto a tachicardia manifesta questa accelerazione nei battiti solamente per cause derivanti dall’ansia. Una persona tachicardica può benissimo esserlo per cause derivanti da problemi fisici, mancanza di un ritmo di vita regolare, obesità e molte altre causali di differente natura. Quando si verifica a causa dell’ansia tuttavia, si può determinare con certezza che la ragione principale è di tipo psicologico, ed è così radicata da avere poi effetti anche sul corpo. Per questo la tachicardia viene definita una patologia psicosomatica.

Attenzione biunivoca

Il fatto che esista in alcuni casi una correlazione così profonda tra l’ansia e la tachicardia deve però anche suggerire un approccio biunivoco, pertanto non bisogna solamente focalizzarsi su un aspetto solo del problema. Chi manifesta segni di tachicardia per lunghi periodi, probabilmente non ha mai iniziato un vero e proprio trattamento per l’ansia, e si è concentrato principalmente solo sulla risoluzione dei sintomi tachicardici. Questo è un metodo errato perchè si continua a cercare di combattere la parte finale del problema, senza dare abbastanza risalto anche all’aspetto iniziale e scatenante. Viceversa non si può pensare di isolare l’ansia in sé e non trattare adeguatamente anche i battiti cardiaci scomposti. Vanno estrapolati e collocati in due cornici parallele, ciascuna deve essere seguita e studiata senza lasciare che una o l’altra cada nel dimenticatoio e divenga qualcosa di marginale.

Dalla mente al corpo

Attraverso un percorso mirato è possibile farsi aiutare da uno psicologo o da un medico che sia esperto di ansia, panico e fobie, per fare in modo che venga ideato una terapia efficace. Nel frattempo probabilmente i sintomi legati alla tachicardia diventeranno sempre più rari e isolati, ma l’assunzione di determinati rimedi, farmaci o soluzioni naturali devono proseguire per fare in modo che il cuore possa comune avere sollievo e non si corrano rischi inutili. L’ansia, malgrado abbia origine dalla mente e sia frutto di una matrice tutta psicologica, si differenzia anche in questo dalla tachicardia, quest’ultima esclusivamente di natura fisica. Seguendo attentamente la cura sia per la mente che per il corpo, si ritroverà l’equilibrio che mancava, e l’ansia, come la tachicardia potranno essere curate.

Tachicardia: sintomi

Trattandosi di una patologia conosciuta e ormai piuttosto diffusa, è piuttosto semplice riuscire a isolare la tachicardia da altri eventuali disturbi e capire quindi se si tratta effettivamente di questo disturbo cardiaco. Grazie ai sintomi infatti si può risalire al disagio e capire se si tratta di tachicardia vera e propria, così da agire opportunamente. Per la stessa ragione, l’osservazione dei sintomi della tachicardia è essenziale al fine della corretta diagnosi della patologia, pertanto se non avete registrato nessuno dei sintomi che preannunciano l’arrivo della tachicardia, potrebbe trattarsi di un altro genere di malessere.

Accelerazione battito cardiaco

Questo è forse il sintomo più rilevante e più importante perché delinea all’istante un problema a livello cardiaco. Quando il battito cardiaco comincia a raggiungere un ritmo irregolare e davvero fuori norma, ovvero quando supera i 130-150 bpm (battiti per minuto ndr) significa che è presente un’aritmia riconducibile come sintomo di tachicardia. Questo, associato ai seguenti sintomi richiede senza ombra di dubbio l’attenzione particolare e approfondito di un medito competente.

Spossatezza

In molti casi di tachicardia il soggetto interessato avverte improvvisamente una stanchezza che avvolge interamente il proprio corpo, come se ogni arto fosse stato prosciugato di ogni energia. Questa sensazione in realtà non corrisponde allo status reale, ma è una condizione mentale che si proietta ad un livello elevato, tanto da far avvertire il proprio fisico privo di forze e incapace di compiere qualsiasi fatica.

Dispnea

Solitamente quando si avverte l’aritmia a livello cardiaco subentra anche una leggera dispnea, ossia una difficoltà nel recupero dell’aria e nell’ossigenazione. In poche parole si avverte come la sensazione che l’aria respirata non arrivi ai polmoni, o arrivi in forma molto rarefatta. Questa necessità d’aria non è comunque qualcosa di reale e tangibile, perciò non può subentrare in nessun caso una vera forma di soffocamento a causa della tachicardia.

Svenimento

Può capitare che durante la manifestazione di alcuni tra i sintomi riportati, durante un attacco tachicardico, si avverte improvvisamente un mancamento. Questo è riportato in buona parte quando il panico per paura di morire, o quando la dispnea ad esempio lascia con una sensazione di asfissia. La perdita dei sensi rappresenta comunque un sintomo meno diffuso rispetto agli altri sintomi della tachicardia.


Vertigini e confusione

La tachicardia può andare ad intaccare il livello di consapevolezza e di coscienza portando il soggetto ad uno svenimento, ma non è detto che si arrivi a perdere i sensi. Nella maggioranza dei soggetti si avverte soprattutto una sensazione di confusione diffusa, la perdita di cognizione progressiva ma non totale, e un senso di pesantezza mentale che conduce a difficoltà di equilibrio, a camminare ed elementi simili.

Se si avvertono i sintomi sopra riportati o palpitazioni diffuse al torace, dolori al petto,oltre che ritmo cardiaco fuori norma, è bene comunque non basarsi unicamente su questi sintomi della tachicardia ma coinvolgere anche un esperto per cercare di eseguire una diagnosi precisa e accurata. Queste informazioni sono dunque un passo preliminare verso il problema della tachicardia ma non sono da sostituirsi ad un parere più autorevole nel settore in questione.

Tachicardia: cause

Prima di arrivare ad una diagnosi accertata di tachicardia con il proprio medico curante, è opportuno tracciare un profilo completo della propria persona, cercando di verificare i sintomi, e soprattutto verificando quali sono le cause che potrebbero aver condotto il proprio cuore a soffrire di tachicardia. Nella vita di ogni giorno vi sono numerosi fattori che sono in grado di innescare la tachicardia e renderlo un serio problema. Ciascuna a seconda del luogo in cui si vive, delle proprie abitudini e altri elementi da non trascurare.

Alcol e Tabacco

Se ne sente parlare spesso su riviste, libri, alla tv e sulla rete, ma l’attenzione che si riserva è minima. Il consumo smodato di sigarette e l’abitudine a bere senza controllo possono seriamente compromettere la salute cardiaca oltre che la funzionalità del proprio organismo. Le sigarette e l’alcol infatti sono tra i principali nemici del cuore,responsabili di infarti, ostruzioni delle arterie cardiache e altri disagi, tra i quali la tachicardia.

Sostanze eccitanti

E’ risaputo ormai che la caffeina assunta in dosi eccessive può costituire un serio problema a livello cardiaco, perché si tratta di un eccitante che velocizza il proprio battito cardiaco. Bere troppi caffè al giorno,fare uso di droghe, indipendentemente leggere o pesanti, o anche solo consumare troppe bevande gassate a base di caffeina può compromettere la salute e rappresentare una causa reale di tachicardia.

Farmaci

Non tutti i farmaci necessariamente causano la tachicardia,ma tra quelli di uso più comune ve ne sono alcuni che possono essere potenzialmente dannosi, spesso senza che vi sia alcuna informazione al riguardo. Ad esempio alcuni prodotti farmacologici per sintomi influenzali (febbre, influenza, tosse), presentano questa pesante controindicazione. Poco conosciuto anche il rischio rappresentato da altri farmaci come alcuni integratori specifici di origine vegetale, stimolanti,(controllare sempre le istruzioni, soprattutto se cardiopatici).

Problemi cardiaci

Alcune volte le cause per la tachicardia si ricercano nell’alimentazione, nello stile di vita e in particolari sostanze assunte, senza però controllare la propria condizione di salute in primis. C’è infatti chi può soffrire di problemi cardiaci a prescindere da qualsiasi condizione esterna, e questo costituisce un fattore fondamentale. Chi ha delle deformazioni del cuore, malfunzionamenti già avvenuti in precedenza o casistiche simili, può incorrere anche in questa aritmia ed essere soggetto alla tachicardia.

Problemi di salute

I problemi di salute che possono essere annoverati tra le cause più accertate di tachicardia tuttavia non si annidano solo nel cuore. Vi è chi soffre di tachicardia anche a causa di altre malattie non necessariamente connesse con il cuore. Le più comuni che possono scatenare la tachicardia sono l’ipertiroidismo, l’ipoglicemia,l’anemia e in casi più rari anche la febbre.

Eccessiva attività fisica

Chiunque può consigliare e certificare che praticare attività fisica favorisce uno stile di vita sano e rigorosamente salutare, ma questo non deve indurre nell’errore e spingere ad esagerare. Se si tende a mettere il proprio fisico sotto degli sforzi eccessivi, con pratiche intense e sessioni estenuanti- specialmente se il proprio corpo non è allenato e si è agli inizi- il cuore potrebbe non riuscire a reggere un’attività fisica prolungata e quindi condurre alla tachicardia.

Emotività

Sebbene la maggior parte delle cause possa essere di natura fisica, la tachicardia può essere innescata anche da fattori di origine psicologica. Le sensazioni più forti, sia positive che negative, sono in grado di incidere profondamente sul proprio corpo. A seconda del tipo di individuo c’è chi è più incline a lasciarsi trasportare dalle emozioni, avvertendo con più enfasi determinati eventi, situazioni o sentimenti, tanto da poter incorrere in problemi di salute e avere il cosiddetto “batticuore”, ossia la tachicardia. Così come avviene per fobie, paure o fitte di panico, anche chi è incline all’emotività e la manifesta con più forza potrebbe diventare vittima della tachicardia.

Tachicardia: possibili aiuti e Soluzioni

La tachicardia è una disfunzione psicosomatica che quindi ha radici situate sia nella sfera psicologica che in quella fisica. Tra le tante soluzioni e vari rimedi alla tachicardia che si possono sperimentare, alcuni focalizzano la propria azione sul piano fisico mentre altri, apparentemente specifici per il corpo, vanno anche a influenza la mente e i sensi, aiutando dunque a regolarizzare il ritmo cardiaco, fino a ripristinarlo in modo naturale e omogeneo per evitare che il problema sorga anche in fasi successive.

Respirare aiuta

Quello che può apparire come un consiglio banale e scontato, in realtà è un fattore importante e da tenere in considerazione come primo rimedio fondamentale. Il fatto che possa essere eseguito in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento può renderlo inoltre particolarmente efficace in molteplici situazione. Quando infatti si avverte una tachicardia, la prima cosa da fare è cercare un luogo in cui tranquillizzarsi, chiudere gli occhi9 e cercare di respirare in modo regolare, con inspirazioni lente e dosate. Il respiro ha la capacità di influenzare da vicino il battito cardiaco e, riacquistando la calma con la respirazione, i battiti cominceranno anch’essi a farsi più regolari e normali.

Attenzione a tavola

Anche ciò che si consuma può avere una valenza positiva come cura e soluzione per la tachicardia. Tra le soluzioni più efficaci non vanno quindi trascurati gli alimenti, e vi sono una serie di cibi che possono aiutare il corpo a digerire in maniera ottimale, evitando così un metabolismo più lento che favorisce la mancanza di relax e induce al’agitazione e ai problemi di stomaco più classici (acidità, gonfiori). Oltre ai vari farmaci e medicine consigliati dunque, potete dunque cercare di focalizzare la vostra dieta su frutta e verdura come zucca, lattuga e insalata, cavolo, ciliegie, tutti i cereali e le uova. Fondamentale inoltre evitare la caffeina e le bevande gasate, sostituibili invece con tisane e infusi.

Affidarsi ai fiori

La floriterapia, come è facilmente intuibile, fa pieno appoggio sui fiori per il superamento dell’accelerazione cardiaca ed evita che la tachicardia si ripresenti. Nello specifico i fiori da utilizzare sono i fiori di bach: aspen, clematis , cherry plum e agrimony. Per ottenere gli effetti benefici di questi fiori è necessario utilizzarne l’estratto dai rispetti, chiedendo ai medici o agli erboristi incaricati di valutare opportunamente dosaggio ed eventuali controindicazioni.

Esercizi di meditazione

La tachicardia prende possesso del corpo sopratutto a seguito di forte stress e tensione residua, per questo alcune pratiche possono aiutare a “sciogliere” questi disagi a partire dal corpo e operando allo stesso tempo anche sulla mente. Le discipline di rilassamento più classiche come lo yoga e la meditazione aiutando a distendersi e ad entrare in uno stato di calma che agisce sul cuore e cura i battiti irregolari. Nel caso non lo aveste mai fatto, potreste iscrivervi ad un corso di meditazione e di yoga per verificare dopo alcune sedute gli effettivi giovamenti acquisiti.

Farmaci

Esistono molti farmaci in commercio che possono essere prescritti dal vostro medico per meglio controllare il ritmo cardiaco. Tra questi sono molto diffusi i betabloccanti e gli antidepressivi più comuni, ma è bene ricordare che non è strettamente necessario avvalersi di queste soluzioni per la tachicardia e si potrà decidere di impiegare anche una metodologia più naturale come riportata nei punti precedenti. In qualsiasi caso, mai agire di propria iniziativa e mai decidere di assumere farmaci e soluzioni varie senza avere prima opportunamente consultato un medico abilitato ed esperto.

Immagine tratte da Pixabay, con licenza gratuita

Andrea Mikaudios

Andrea Mikaudios

La mia passione è la crescita e la trasformazione umana, intesa come acquisizione di metodi e strategie per ottimizzare le competenze e le capacità. Credo che i limiti, la maggior parte almeno, sono volontari e mentali, quindi trasformabili.

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