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The Secret: il documentario

The Secret è stato prima un libro e poi un documentario.

Molte opinioni, molti libri e molte idee gravano attorno alla legge dell’attrazione e tutto inizia da qui.

Su che basi si fonda il documentario The Secret? Che concetti spiega?

Partendo dal libro, cercheremo di analizzare, in modo critico, i temi trattatati ed il modo in cui sono stati esposti.

The Secret: dal libro al documentario

Tutti ormai lo conosciamo “The Secret (Il Segreto)” il libro di Rhonda Byrne, best seller internazionale, che ha fatto non poco discutere.

Un semplice libro sulla Legge dell’attrazione che è scatenato un movimento, uno stile di vita, una corrente di pensiero.

Dietro tutto questo cosa c’è? Una strategia di marketing molto curata: dal titolo che contiene la parola “segreto” e poi le premesse, ovvero se si legge il libro si scoprirà come ottenere tutto ciò che si desidera.

Il segreto è la Legge di Attrazione.

 In cosa consiste ormai lo sappiamo tutti: attrarre a sé quello che si desidera. Come? Con questi step: chiedere, credere e ricevere.

A far tanto clamore, nel dietro le quinte, è che non è stata Rhonda Byrne a scoprire nulla: si studiava la legge d’attrazione già dall’inizio del 900. Eppure nessuno ne parlava, solo questa scrittrice ha deciso un giorno di divulgare gli studi attorno a questo concetto.

Ma è tutta la verità? Non proprio: Napoleon Hill aveva pubblicato nel 1937 il suo classico “Pensa e arricchisci te stesso” e nel 1906 un altro scrittore, William Walker Atkinson, scrisse il libro Thought Vibration Or, the Law of Attraction in the Thought World.

Tornando al presente, nel 2006 il regista Drew Heriot, decide di approfondire gli argomenti del libro facendo un documentario.

The Secret: il documentario

Drew Heriot decide di sviluppare un documentario sulla legge dell’attrazione e lo fa concentrandosi su un aspetto preciso: visualizzare con precisione, nei dettagli, ciò che si vuole ottenere.

Il documentario spiega tutto in modo molto scientifico, soprattutto come la mente riesca ad influire  nel nostro percorso di vita. Si snoda in 5 capitoli attraverso i quali le varie personalità intervistate spiegano in quale modo attiriamo le cose che ci accadono, belle e brutte.

Fra le teorie esposte si affronta particolarmente la New Thought, ovvero il “Nuovo Pensiero”, un movimento nato negli USA nell’800 sulle teorie di Phineas Quimby. Nel documentario vengono mostrate una raccolta di interviste a varie personalità (filosofi, fisici e medici) che credono nella dottrina del New Thought.

Le  interviste che appaiono in The Secret sono state realizzate nel corso del meeting biennale del Transformational Leadership Council (TLC), fondato da Jack Canfield. Circa 55 persone sono state intervistate in località tra cui Chicago, Aspen, Alaska.

Che cos’ha di particolare questa fondazione?

 I membri sono esperti di marketing con carriere di successo, svolgono soprattutto attività di consulenza nelle migliori 500 aziende degli USA.

La cosa che sorprende, è che è un punto di forza del documentario, è che sono state intervistate anche molte persone comuni, che magari inizialmente pensavano che la Legge dell’Attrazione fosse una scemenza.

Analisi critica del documentario sulla Legge di attrazione

Non possiamo non notare un particolare: il documentario che doveva ispirarsi al libro della Byrne è invece soprattutto incentrato sul movimento del New Thought. In realtà la scrittrice ne ha parlato pochissimo nel suo libro, citando La Scienza del diventare ricchi come opera che l’ha ispirata per il suo progetto.

Passiamo alle tematiche: da come la si presenta, la Legge di Attrazione sembra un fatto in concreto: basta pensare perché si realizzi. Non è così: bisogna agire anche, il solo pensiero non basta.

Un punto di forza del documentario è la spiegazione del potere della mente: non fa differenza se ciò che si desidera è già accaduto o no, bisogna agire e pensare come se fosse già successo.

C’è da dire però che il documentario, a differenza del libro, cerca di sollevarsi dal piano materialista. Una delle critiche mosse alla scrittrice è stata quella di aver affrontato la Legge di Attrazione in modo superficiale, con l’unico fine di veder realizzati sogni materiali. Il documentario cerca di riprendere anche i temi spirituali del New Thought.

Ad un’analisi critica si evince subito che lo stile del documentario è molto americano: frasi motivazionali si ripetono di continuo per rendere speranzoso e felice lo spettatore in cerca di conferme. Jerry Adler di Newsweek lo ha definito: “enfaticamente cinematografico” e “guidato da immagini ed emozioni piuttosto che dalla logica”.

Ovviamente nulla è immune alle critiche: sia il libro che il documentario hanno ricevuto la loro buona dose. Diversi scrittori ed opinionisti hanno ridicolizzato alcune idee di base ed anche il fatto che le cose brutte capitino a chi ha delle frequenze negative, perché di fondo molte cose che ci accadono non le decidiamo noi e non possiamo né prevederle né evitarle. Alcuni esperti di psicologia criticano l’ostinazione del pensiero positivo, segnalano infatti che può trasformarsi in una ossessione tutt’altro che sana.

Rafael Santandreu, psicologo cognitivo, ad esempio critica duramente l’idea di base del costante pensiero positivo. Afferma che è molto meglio desiderare qualcosa in modo pacato, studiare e darsi da fare per ottenerlo piuttosto che desiderare ossessivamente qualcosa.

In definitiva, come nel caso del libro, va bene guardarlo ma è tutto da prendere con le pinze: bisogna essere critici ed analitici, usare tutto questo materiale come spunto per migliorare se stessi.